Ormai è un'abitudine così radicata in noi che ci è quasi impossibile controllarla: passiamo quelli che sembrano pochi minuti guardando passivamente cosa le pagine principali dei nostri social hanno da offrirci, spesso navigando tra un'app e l'altra proprio come una volta facevamo con lo zapping alla tv. Solo che con il cellulare tra le mani il tempo sembra più scomparire che volare: lo sblocchiamo “per un attimo” e, non sappiamo come, sono passati quaranta minuti.
È più forte di noi: sentiamo il compulsivo bisogno di controllare le notifiche anche quando nessuno ci ha scritto. Abbiamo la perenne sensazione di starci perdendo qualcosa mentre si è lontani dal mondo virtuale e non possiamo fare a meno di essere continuamente connessi.
E quante energie consumiamo per leggere messaggi e commenti, pensare a come rispondere! Perché sui social cerchiamo di mostrarci sempre al nostro apice: brillanti, positivi, intelligenti e felici. Eppure, questo mondo non è reale. Allora, a cosa siamo connessi davvero? Internet e il suo accesso sempre a portata di mano ci rendono partecipi di un flusso – che a volte sembra più un turbine – continuo di informazioni, ma anche di aspettative e paragoni. Sui social troviamo uno spazio senza filtri oppure che di altri filtri abusa, creando un mondo vicinissimo al nostro eppure impossibile da raggiungere e a cui arranchiamo per adeguarci.
Con questo, non voglio puntare il dito contro il web designandolo come nemico giurato, anzi; i nostri smartphone sono anche strumento di conoscenza, connessioni e opportunità. Il segreto, come in tutte le cose, sta nel riuscire a trovare il giusto equilibrio. Non c'è niente di male nel guardare per un po' i propri social, ma pensate quanto rivoluzionario sarebbe destinare anche solo parte di quel tempo a qualcos'altro: sorridiamo e mettiamo like a una foto di un tramonto sul mare, quando potremmo raggiungere quello stesso panorama mozzafiato con qualche minuto di camminata; oppure potremmo immergere la mente in mondi sì fittizi, ma meno virtuali come quelli dei libri – avventure, storie d'amore ma anche saggi, approfondimenti che possano riempire il nostro cuore e la nostra mente.
Ancora, quel tempo potrebbe essere usato per coltivare una passione, che sia nuova o riscoperta! E se vi sentite davvero dei ribelli, potreste addirittura lasciare accesso alla noia. Avete capito bene: quei momenti che si riempiono di nulla, in cui la nostra mente si spegne e il nostro corpo trova una pausa nelle giornate frenetiche che caratterizzano la nostra società possono diventare un valore aggiunto. Una vera e propria sensazionale riscoperta del tempo lento. Provate a rifletterci, la prossima volta che vi troverete ad aggiornare ancora e ancora la vostra dashboard perché non avete ancora trovato qualcosa di abbastanza interessante da catturare la vostra attenzione. Poi provate ad alzare lo sguardo e guardare la realtà che vi circonda. Chissà che non troviate qualcosa di nuovo senza scrollare ancora la home del vostro cellulare.